L’incontro di ieri al Comune di Avezzano, dedicato alle problematiche delle aree interne, rischia di rimanere l’ennesima occasione di confronto istituzionale senza conseguenze concrete.
Si è parlato di collaborazione, di strategie condivise e della necessità di fare sistema tra Comuni e istituzioni per affrontare le difficoltà dei territori. Principi certamente condivisibili, ma che devono trovare riscontro nei comportamenti e, soprattutto, nelle scelte amministrative.
Ed è proprio qui che emerge una contraddizione politica difficile da ignorare.
Il sindaco Di Pangrazio richiama la necessità di superare le divisioni territoriali e costruire una sinergia tra enti per dare risposte alle aree interne. Tuttavia, quando si affronta il tema del servizio integrato dei rifiuti, sembra prevalere una logica completamente diversa: quella del campanilismo e della difesa di interessi territoriali, anziché quella della collaborazione e dell’efficienza.
Non si può invocare l’unità quando si sale su un palco istituzionale e poi alimentare divisioni quando si tratta di assumere decisioni concrete.
Le aree interne non hanno bisogno di incontri di circostanza, di dichiarazioni di principio o di passerelle istituzionali. Hanno bisogno di amministratori capaci di assumersi responsabilità, superare i personalismi e lavorare nell’interesse generale.
La vera sinergia istituzionale si dimostra con i fatti, non con gli slogan. E il tema dei rifiuti rappresenta proprio uno dei banchi di prova sui quali misurare la coerenza di chi oggi si dichiara sostenitore della collaborazione tra territori.
Meno passerelle, meno campanilismi e più coraggio nelle scelte. È questo ciò di cui hanno bisogno le nostre aree interne.

