Leggo dichiarazioni che attribuiscono al sottoscritto una posizione che non ho mai espresso.
Non ho mai detto che la soluzione sia l’in house. La normativa prevede tre possibilità: gestione pubblica con eventuale affidamento in house, società mista pubblico-privata con gara a doppio oggetto oppure gara ad evidenza pubblica.
Tre strade, non una.
La questione che pongo è semplice: se si chiede alla Regione di modificare la legge per creare un sub-ambito, si spieghi anche cosa si vuole realizzare dopo.
Chi gestirà il servizio? Con quale società? Con quali risorse e investimenti? Con quale modello di affidamento?
Cambiare la legge non significa creare automaticamente un gestore.
Non sono contro l’autonomia della Marsica. Chiedo semplicemente quale progetto industriale e gestionale si intenda costruire.
SU ACIAM SERVONO ATTI E CHIAREZZA
Sul caso ACIAM, se è corretto quanto riportato dalla stampa, il sindaco di Avezzano avrebbe affermato che la gestione fu affidata a un privato senza una gara pubblica.
Una dichiarazione che va verificata, anche perché la Commissione di Vigilanza ha richiesto più volte la documentazione relativa alla procedura del 2005, anche attraverso AGIR.
Quindi la domanda è semplice: quella gara esiste oppure no?
Se esiste, si producano gli atti. Se non esiste, si spieghi come e sulla base di quali procedure sia stato individuato il socio privato.
Non è una polemica personale: è una questione di trasparenza amministrativa.
“FORSE A QUALCUNO DÀ FASTIDIO CHE SIA STATO ELETTO IO”
Quanto ai continui riferimenti ai voti con cui sono stato eletto, una cosa è certa: sono stato eletto.
E forse è proprio questo che dà fastidio a qualcuno.
Sono stato eletto dai cittadini e ho quindi il diritto e il dovere di svolgere il mio ruolo, fare domande, chiedere documenti e sollevare questioni di interesse pubblico.
Il numero dei miei voti non cambia il merito delle questioni che pongo e non mi farà arretrare di un millimetro.
I voti si contano alle elezioni. Gli atti e le responsabilità si discutono sui documenti.
PRIMA IL PROGETTO, POI IL SUB-AMBITO
Se vogliamo il sub-ambito, discutiamone.
Ma diciamo ai cittadini chi gestirà il servizio, con quali risorse, quali investimenti e quale modello.
Chiedere autonomia è legittimo. Spiegare quale futuro si vuole costruire è necessario.
Io continuerò a fare le domande che ritengo doverose, senza intimidazioni e senza condizionamenti.
Su questo sono pronto a confrontarmi pubblicamente, atti alla mano.

