Il Decreto Lavoro 2026, approvato il 28 aprile dal Consiglio dei Ministri e approdato in Gazzetta ufficiale il 30 aprile, è entrato in vigore il 1° maggio, in coincidenza con la festa dei lavoratori. Con il DL n. 62/2026, il Governo riscrive le norme degli incentivi per le assunzioni di giovani, donne e in area ZES, e aggiunge il nuovo bonus stabilizzazione giovani.
Bonus assunzione donne
Viene ridefinita la disciplina dell’esonero contributivo per l’assunzione di donne a tempo indeterminato, che è totale con tetto massimo di sgravio mensile pari a 650 euro mensili che diventano 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.
L’esonero è riconosciuto per 24 mesi in caso di assunzione di lavoratrice in condizione di maggiore svantaggio
L’esonero è invece concesso fino a una durata di 12 mesi per tutte le lavoratrici che rientrano in una qualsiasi delle categorie da a) a g) della definizione di “lavoratore svantaggiato”, di cui la lettera a) identifica chi è “privo di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.
Bonus assunzione giovani
L’esonero totale dei contributi previdenziali INPS è previsto per 24 mesi in caso di assunzione di un giovane di età inferiore ai 35 anni con tetto mensile pari a 500 euro, 650 euro per aziende con sede in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).
Bonus assunzione over 35 ZES
I datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, hanno diritto di applicare un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Il beneficio si applica alle trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026.
Salario giusto e interventi sulla retribuzione
Il decreto Lavoro 2026 garantisce ai lavoratori un trattamento economico complessivo (TEC) non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
I bonus possono essere riconosciuti solo se il trattamento economico individuale corrisposto al lavoratore non è inferiore al trattamento economico complessivo definito dai criteri del “salario giusto” indicati dallo stesso decreto.
Conciliazione famiglia-lavoro
Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
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-Luciano Marinucci-Presidente
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