Il romanzo di Modesto Lanci affronta bullismo, cyberbullismo e solitudine giovanile, mentre istituzioni e comunità discutono strategie educative e sociali per prevenire disagio e isolamento.
Nel racconto emerge una voce interiore inquieta, segnata da una continua lotta con le proprie emozioni. “Non mi ferisco per provare dolore”, racconta il protagonista, “ma perché quei momenti mi regalano una sensazione di calma e mi permettono di riconnettermi al mondo”. Parole che descrivono il tentativo disperato di controllare una emotività ingestibile, in un contesto dove rabbia e frustrazione diventano spesso incontrollabili.
La tensione cresce quando, in una conversazione privata, compare un messaggio inquietante: “Saltate da un edificio alto e prendetevi la vostra vita”. Un’escalation che porta a nuove provocazioni e alla condivisione di immagini di una chat segreta, inizialmente trattate come uno scherzo. Tuttavia la situazione degenera rapidamente: quando il protagonista non riesce ad avere il controllo della situazione, esplode una rabbia violenta, sfogata tra urla e oggetti distrutti, fino a quando la tempesta emotiva non si placa.
Anche il rapporto con la famiglia appare segnato da una distanza sempre più profonda. Con i genitori i conflitti si sono diradati non per una riconciliazione, ma perché gli adulti hanno imparato a lasciarlo stare. Le loro parole, percepite come inutili, sembrano non riuscire più a creare un punto di incontro.
La vicenda raggiunge il culmine con un gesto ancora più grave. Dopo aver condiviso alcune immagini compromettenti, il protagonista decide di inviarle direttamente alla ragazza coinvolta, Pamela, chiedendo denaro in cambio della promessa di non diffonderle. Lei paga, ma ormai è troppo tardi: le foto iniziano a circolare, trasformando il ricatto in una tragedia sociale e personale.
Questa storia è al centro del romanzo “La fine del nulla” del dottor Modesto Lanci, pubblicato da Chiare Edizioni di Chieti, un libro che affronta con lucidità i temi di bullismo, cyberbullismo e disagio giovanile. Secondo l’autore, il “nulla” del titolo rappresenta lo stato in cui molti ragazzi rischiano di cadere quando perdono affetti, contatti sociali e il rapporto con la realtà quotidiana. In queste condizioni la sensazione predominante diventa la solitudine, una spirale che rende indispensabile l’intervento di adulti e istituzioni.
All’incontro dedicato al libro è intervenuto anche il consigliere regionale Luciano Marinucci, presidente del gruppo Marsilio Presidente, che ha definito l’iniziativa il primo passo di un progetto più ampio. L’obiettivo è costruire una rete tra istituzioni, scuola, amministrazioni locali e parrocchie, capace di intercettare il disagio prima che degeneri.
Secondo Marinucci, il bullismo è un fenomeno che esiste da sempre, ma oggi si manifesta in forme più complesse, amplificate dalla dimensione digitale. Per questo, ha spiegato, il sistema deve rafforzare tutele, progetti educativi e interventi di sostegno per i ragazzi più vulnerabili.
Un messaggio centrale del romanzo riguarda la necessità di chiedere aiuto. Le statistiche indicano che circa il 20% dei giovani tra 11 e 18 anni che vivono situazioni di bullismo preferisce non parlarne con nessuno, trattenendo il dolore dentro di sé. Proprio questa chiusura, secondo Lanci, rappresenta il rischio più grande.
Per questo iniziative come quella ospitata a San Giovanni Teatino, una comunità scolastica con circa 1700 studenti, assumono un valore particolare. La comunità locale, spiegano i promotori, può diventare il primo luogo dove riconoscere i segnali di disagio, prevenire marginalizzazione e offrire un punto di riferimento a chi rischia di scivolare, lentamente, nel nulla.

