Garante animali in Abruzzo, iter di nomina ancora aperto

Garante animali in Abruzzo, iter di nomina ancora aperto

Figura prevista dalla legge regionale dal 2013, il Garante resta senza nome: dopo l’avviso pubblico, l’elezione è slittata ancora in Consiglio regionale abruzzese tra polemiche.

Il Garante regionale per i diritti degli animali in Abruzzo resta ancora senza un volto, nonostante sia una figura prevista dalla legge regionale n. 47 del 2013 e inserita ormai da tempo nel percorso istituzionale del Consiglio regionale. Dopo anni di sostanziale inattività, nel 2025 la Regione ha avviato formalmente l’iter per la nomina, pubblicando l’avviso pubblico per la presentazione delle candidature. Tuttavia, l’elezione non è ancora arrivata.

La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo il nuovo rinvio in Consiglio regionale. La seduta del 12 maggio 2026, infatti, si è chiusa senza arrivare alla scelta del Garante, complice anche la sospensione dei lavori per la mancanza del numero legale. Un ulteriore slittamento per una figura che dovrebbe operare come organo indipendente a tutela degli animali su tutto il territorio abruzzese.

Il compito del Garante non sarebbe solo simbolico. La legge gli attribuisce funzioni di vigilanza, proposta e sensibilizzazione: dalla promozione di campagne informative alla raccolta di segnalazioni e reclami, fino al monitoraggio di contesti delicati come canili, rifugi, allevamenti, circhi, trasporto, macellazione, zoo, negozi di animali e competizioni sportive che prevedono l’impiego di animali.

Il Garante può inoltre proporre al Consiglio regionale nuovi interventi normativi e segnalare eventuali criticità agli enti competenti. Il suo mandato dura per l’intera legislatura e resta prorogato fino alla nomina del successore. Per candidarsi, l’avviso regionale richiedeva titoli di studio adeguati e una comprovata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela animale.

Il tema si inserisce in un quadro nazionale in evoluzione. La legge 82/2025 ha rafforzato la disciplina sui reati contro gli animali, inasprendo le pene per condotte come uccisione, maltrattamento e combattimenti. È un contesto che rende ancora più rilevante la presenza di figure territoriali capaci di fare da raccordo tra cittadini, associazioni, istituzioni e autorità competenti.

In Abruzzo, dunque, il nodo resta politico e amministrativo: la figura esiste sulla carta, l’iter è partito, le candidature sono state raccolte, ma la nomina continua a essere rinviata. E proprio questo ritardo alimenta il dibattito sull’effettiva volontà di rendere operativa una tutela istituzionale stabile per i diritti degli animali.

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