La proposta di legge elettorale presentata dal Presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, mira principalmente all’istituzione del collegio unico regionale, in sostituzione degli attuali 4 collegi provinciali e all’introduzione della tripla preferenza, con obbligo di alternanza di genere.
Nella visione del Presidente Marsilio, più volte pubblicamente espressa, tale modifica mira soprattutto al superamento dei cosiddetti campanili, che costituiscono oggi il riferimento territoriale di ogni eletto, per obbligare il candidato al Consiglio regionale ad aprirsi alle necessità dell’intera realtà regionale, la cui popolazione complessiva- circa 1 milione e 200mila abitanti – equivale grossomodo al 50% di quella del Comune di Roma.
Le opposizioni, dal canto loro, rispondono che tale “apertura” condanna alla marginalità rappresentativa le aree interne che nel caso dell’Abruzzo sono costituite, per l’83%, da comuni per lo più piccoli e piccolissimi, infatti 254 su 305 hanno meno di 5.000 abitanti, con evidente vantaggio per i candidati che provengono dalle aree costiere molto più popolate.
Il Presidente ribatte che alle scorse elezioni regionali, il più votato in assoluto tra tutti i Consiglieri eletti, vive in in un piccolo centro di un’area interna, che supera di poco i 5.000 abitanti. La riforma elettorale si lega anche all’ampliamento della Giunta regionale (senza aumento della spesa) dagli attuali 6 a 9 componenti , con l’intento di meglio ripartire l’attività oggi molto concentrata, per cui ogni Assessore detiene molte deleghe e deve occuparsi di svariate materie.
Per quanto riguarda il paventato aumento delle spese elettorali, legato alla necessità di dover coprire l’intero territorio regionale anziché la sola provincia di appartenenza, la maggioranza replica che i costi sono in linea con quelli di altre regioni a collegio unico. I lavori della Commissione, che si è riunita fino ad oggi 9 volte, ad ogni buon conto proseguono, nell’intento di arrivare ad una soluzione condivisa.

