Oggi parliamo del referendum sulla Giustizia, per cui si voterà i prossimi 22 e 23 di questo mese.
Si tratta di un referendum “confermativo”, così detto perché il Governo in carica non è riuscito ad ottenere per la propria legge di riforma della giustizia i 2/3 dei voti del Parlamento, così come previsto dal nostro ordinamento per le leggi che modificano la Costituzione.
Pertanto la parola finale spetta al Popolo. Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto il “quorum” ossia la soglia percentuale minima del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, per cui la maggioranza sarà espressa dalla semplice somma di voti validi a favore del SI o del NO: chi vota SI è a favore dei cambiamenti introdotti dalla riforma, chi vota NO è contrario a tali cambiamenti e vuole che si rimanga nella situazione attuale.
Non è possibile votare solo su una parte della riforma, in quanto il voto riguarda l’intero testo. Vediamo quali sono i tre pilastri della riforma: Viene introdotta la separazione delle carriere tra magistrati requirenti (ossia i Pubblici Ministeri) e Magistrati giudicanti, per cui all’inizio della carriera il magistrato dovrà decidere in maniera definitiva e irrevocabile se vuole fare il Pubblico Ministero o il Giudice, mentre oggi può cambiare carriera nell’arco dei primi dieci anni; Il Consiglio Superiore della Magistratura – CSM, organo di autogoverno dei magistrati, viene sdoppiato in due organi distinti, uno per i Pubblici Ministeri ed uno per i Giudici, sempre presieduti dal Presidente della Repubblica, ma privati del potere disciplinare; viene infatti istituita un’Alta Corte Disciplinare, che si occuperà di sanzionare eventuali abusi o negligenze dei magistrati.
Tutti i componenti di tali organi verranno sorteggiati: per 2/3 tra i magistrati, per 1/3 tra personalità che fanno parte di una lista stilata dal Parlamento.
Attualmente, invece, il CSM è uno solo; si occupa di tutte le materie attinenti i Magistrati, inclusa quella di irrogare sanzioni ed è composto da membri eletti, per 2/3 dai magistrati stessi e per 1/3 dal Parlamento riunito in seduta comune.
Ricordiamo che per votare bisogna essere muniti di un documento di riconoscimento valido e di tessera elettorale.
In caso di deterioramento/ smarrimento o esaurimento degli spazi di voto, si può richiedere un duplicato della tessera agli uffici elettorali dei Comuni, che saranno aperti anche durante tutta la durata del voto.

